L'ultimo viaggio di Amundsen

L’ultimo viaggio di Amundsen di Monica Kristensen: storie di viaggi estremi

Roald A. Amundsen: un esploratore poco noto, ma molto importante. È, infatti, il primo uomo ad aver compiuto una spedizione in Antartide, l’ultimo dei continenti ad essere stato scoperto, ancora oggi terra estrema e abitata solo da ricercatori e natura. Antartide, il cui nome significa “l’anti Artide”, perché ne è l’opposto. Ma Amundsen amava entrambi i Poli, e dedicò la sua vita anche al Polo Nord. Proprio di questo vuole parlare Monica Kristensen, scrittrice svedese-norvegese a sua volta esploratrice, in “L’ultimo viaggio di Amundsen”.

L'ultimo viaggio di Amundsen

Un libro importante, per chi vuole conoscere l’opera del celebre esploratore nordico i cui libri oggi sono rari e introvabili, soprattutto in italiano. Vediamo, quindi, una chiave di lettura per capire questo libro, il suo fascino, la sua storia.

Su Monica Kristensen

Monica Kristensen è nata nel 1950 in Svezia, ma è cresciuta in Norvegia. È una matematica, fisica e glaciologa, e ad oggi una delle esploratrici polari del Nord Europa più celebri. È stata a capo di numerose spedizioni sia in Artide che in Antartide, proprio sulle tracce di quelle di Amundsen, ed è stata anche la prima donna a ricevere la medaglia d’oro della Royal Geographical Society.

Il suo debutto letterario è del 2007, con una serie di romanzi ambientati sulle isole Svalbard nelle quali per due anni ha osservato le aurore boreali, divenendo un cult in tanti paesi Europei. “L’ultimo Viaggio di Amundsen è però la sua opera più importante, il sunto delle sue spedizioni sulle orme del suo predecessore.

L’ultimo viaggio di Amundsen

Il 25 Maggio 1928 il dirigibile Italia, mentre tornava da una spedizione al Polo Nord, si schianta sulla banchisa delle Svalbard settentrionali. Il generale Umberto Nobile, con altri otto sopravvissuti, malati, affamati e sull’orlo della pazzia, resistono per 50 giorni nel gelido deserto di ghiaccio, aspettando i soccorsi, o anche tentando di raggiungere la terraferma.

L'ultimo viaggio di Amundsen
Il Dirigibile Italia

Italia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Francia e URSS, mossi soprattutto da interessi politici e territoriali, si mobilitano per salvarli, iniziando una complessa e spettacolare operazione di aiuto, seguita da reporter di tutto il mondo. E il 18 giugno, su un idrovolante francese, anche Roald Amundsen, il celebre esploratore polare, parte per salvarli.

Legato da una grande rivalità con Nobile, con il quale aveva compiuto il primo sorvolo del Polo Nord nel 1926 sul dirigibile  Norge, mette da parte tutte gli scontri di potere e le offese reciproche, per salvare il rivale, forse anche per la paura di essere stato messo in ombra dalle nuove esplorazioni in mano agli esperti aerei. Tuttavia, il suo Latham 47, un prototipo mai collaudato, scompare per sempre dopo essere partito.

Da qui il mistero: Amundsen era al corrente del rischio? Che fine ha fatto l’equipaggio? Che cos’è successo al velivolo? L’autrice crea una storia tra realtà e leggenda, usando tutte le sue competenze scientifiche e la sua esperienza come romanziera per ricostruire accuratamente la vicenda, arrivando ad esporre la sua interpretazione, dandoci però il ritratto di un grande eroe al tramonto definitivo. 

Un ritratto esaustivo

Con questo libro, la Kristensen ci dà una ricostruzione quanto più possibile completa dell’ultimo viaggio del grande esploratore norvegese Roald Amundsen, di cui nulla si sa riguardo alla scomparsa. In 90 anni dalla sua morte, ci sono state molte teorie e tanto è stato scritto sulla sua vita, sulle sue spedizioni, e sulle varie strategie politiche delle nazioni usate in quel’estate del 1928.

La Kristensen opta per una storia eroica, quasi da thriller. Amundsen è qui un 56 enne stanco, insultato, riservato e sull’orlo del collasso economico, che viene prima coinvolto ma poi estromesso nell’operazione di ricerca e soccorso di Nobile operata dalla Norvegia. La storia parte proprio da qui, dalle operazioni di salvataggio dopo la scomparsa dell’esploratore italiano e del suo equipaggio in seguito allo schianto del dirigibile Italia nel 1928. Una tragedia, considerando che sei dei suoi uomini scomparvero insieme al mezzo, non venendo mai ritrovati. Dei dieci in gondola, nove sopravvissero al ghiaccio, feriti, e con accesso a poco cibo, una tenda e una radio, la loro speranza che fece sì che sopravvissero per i 48 necessari al loro soccorso. Il gruppo fu poi diviso, con alcuni partecipanti trovati in condizioni sia fisiche che psichiche davvero gravi.

In tutto questo, Amundsen – descritto come presuntuoso dalla Kristensen – si lanciò insieme al suo equipaggio in una sua personale operazione di salvataggio sull’idrovolante francese Latham-47. Poche ore dopo la partenza, la spedizione fu dichiarata dispersa. Da qui la Kristensen fa uso di numerose fonti, come registrazioni, materiale d’archivio, nuove ricerche, conoscenze di Amundsen, interpretando tutto con grande impegno ed empatia.

Il risultato è un libro emozionante, drammatico, un thriller di cui si sa la fine: infatti, Amundsen e i suoi non tornarono mai, e non si trovarono mai né la fusoliera del Latham né i corpi dei morti. L’unica cosa riemersa sono i detriti, emersi a nord-ovest di Bjørnøya, e a sud, a Haltenbanken. Alcune parti del relitto mostrano segni di tentativi di riparazione, mentre in altre ci sono tracce di una tenda e di provviste italiane e norvegesi. 

Il libro è piacevole, proprio perché non fantasioso all’inverosimile, ma scritto con consapevolezza e dedizione, con qualche pecca per quanto riguarda la citazione delle fonti. Molte, infatti, hanno poco peso dal punto di vista storico. Ad ogni modo, la Kristensen scrive un’ode ad Amundsen, i quale ha dedicato tutta la sua vita alle regioni più fredde ed estreme del Pianeta. Kristensen ci dà di lui un ritratto di un uomo malato, sia nel corpo che nell’anima, con pochi amici, e con un senso di nostalgia per la fine dell’epoca delle esplorazioni polari.

Un libro molto emozionante, che sembra il racconto di un testimone oculare ed è quindi in grado di catapultare il lettore in un ambiente esplorativo, che permette di viaggiare in luoghi mai visti e poco noti, pericolosi e inospitali. Luoghi vissuto dall’autrice in persona. A questo si aggiungono anche le foto dell’epoca, molto belle e suggestive, anche se poco visibili per via del classico formato del libro Iperborea.

L’ultimo viaggio di Amundsen di Monica Kristensen

Editore: Iperborea (17 aprile 2019)

Lingua: Italiano

Copertina flessibile : 483 pagine

ISBN-10: 8870916073

 

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