Inceneritore di Copenhagen

L’inceneritore di Copenhagen è anche una pista da sci

Difficile pensare a un inceneritore come a qualcosa di attraente a livello architettonico e turistico. Difficile, soprattutto, pensare a un inceneritore, nato per eliminare definitivamente i rifiuti, come a qualcosa di ecologico. E, invece, l’inceneritore di Copenhagen (più correttamente, termovalorizzatore) è riuscito talmente tanto nell’intento dei suoi progettisti da aver creato un Modello Copenhagen che è stato seguito prima di tutto qui in Italia, in particolare a Brescia, dove è stato realizzato un termovalorizzatore con le stesse caratteristiche di quello della capitale danese.

L’ecologia dell’inceneritore di Copenhagen

La parola termovalorizzatore ha giustamente sostituito “inceneritore” in quanto il termine solito con cui conosciamo questi giganti architettonici non si addice bene ad una struttura che non si limita ad incenerire e basta, ma appunto a valorizzare il calore termico generato, senza immettere nell’atmosfera sostanze nocive ed inquinanti.

Inceneritore di Copenhagen

Inaugurato nel 2017 ad Amager, il “lungomare industriale” della città, e costato 670 milioni di dollari, il nome ufficiale del polo è Amager Bakke e fin da subito è stato annunciato come una rivoluzione, visto che dalle sue canne fumarie esce (quasi) solo vapore acqueo. L’impianto, alto quasi 100 metri, è waste-to-energy, ovvero è finalizzato all’ottenimento di energia dal recupero dei rifiuti. Inoltre nasce per non essere una bruttura, ma per essere appagante e soprattutto per essere un nuovo e originale luogo d’incontro per i cittadini (ma a questo ci arriviamo tra poco).

L’efficienza dell’inceneritore di Copenhagen deriva dalla sua capacità di usare oltre il 99% dell’energia dei rifiuti che lo alimentano: il risultato è una riduzione quasi totale (99,5%) delle emissioni di zolfo, e un’emissione minima (1/10) di ossidi di azoto, per merito di una sofisticata tecnologia che permette di pulire l’emissione di gas. Inoltre, riesce a processare ogni tipo di rifiuto come energia.

Inceneritore di Copengagen

L’ecologia sta anche in quello che va a sostituire: Amager Bakke, appunto l’inceneritore di Copenhagen, va a sostituire il vecchio inceneritore nato 45 anni prima, e che sta vedendo un processo di conversione a centrale di biomasse: continuerà a lavorare i rifiuti, ma una volta convertito li trasformerà in riscaldamento, energia elettrica, materia prima riciclata (come carta e plastica riciclate) e acqua riutilizzabile.

Questa efficienza energetica non dovrebbe comunque stupire, dal momento che Copenhagen è la capitale di un Paese che, grazie ai suoi numerosi impianti (su tutti, le numerose pale eoliche che circonda proprio Copenhagen) produce una quantità di energia superiore al fabbisogno dei suoi cittadini, e quindi la rivende ad altri paesi, come le vicine Svezia e Germania, ma non solo.

Amager Bakker-CopenHill: un piacevole luogo d’incontro

Amager, come detto, è l’ex lungomare industriale della capitale danese, che dista una quarantina di minuti dal centro storico. Ma di recente è stato trasformato in un quartiere moderno ed esclusivo, al punto che i prezzi delle case (tutte di nuovissima costruzione) hanno subito un’impennata. L’enorme riqualificazione, che vede pochi progetti di riqualifica ecologica più grandi di questo (uno di questi è Milano Porta Nuova-Gioia, il progetto di riqualificazione urbana più grande d’Europa), ha previsto appunto anche la nascita di Amager Bakke.

Inceneritore di Copenhagen

Come detto, l’innovativo inceneritore di Copenhagen è stato inaugurato nel 2017, ma nel 2019 è arrivato qualcosa di ancora più rilevante a livello mediatico: si parla di CopenHill, la pista da sci che permette agli abitanti della capitale danese (e non solo) di sciare in ogni momento dell’anno. Durante la realizzazione dell’inceneritore di Copenhagen, infatti, è stato ricavato una sorta di pendio di 200 metri, con la punta massima di altezza di 90, e con un tornante curvo al 45%. Proprio su questa collinetta artificiale è nata la pista da sci larga 60 metri e che riesce a ospitare 200 persone in contemporanea. CopenHill è una struttura progettata da diverse società: Bjarke Ingels Group, SLA, Akt, Lüchinger+Meyer, Moe e Rambøll, tutte vincitrici di un appalto varato nel 2011 e che si sono dovute muovere tenendo sempre conto dei tempi riguardanti la realizzazione dell’inceneritore di Copenhagen, che appunto funge da base.

In questo contesto, continua la felice collaborazione tra l’Italia (Lombardia) e la Danimarca. Il Bel Paese infatti ha dimostrato più volte di riuscire a fare ottimi affari nel Paese Scandinavo: per esempio, la metropolitana di Copenhagen è stata realizzata e gestita da Metro Service A/S, parte niente meno che del gruppo ATM Milano, ovvero la società che ha creato e gestisce le linee metropolitane del capoluogo lombardo. A fornire invece la finta neve di CopenHill (infatti è un fondo di plastica a scorrimento veloce) è Neveplast, azienda di Membro (Bergamo). Oltre a questo grande tappeto scivoloso, CopenHill è costituita da ascensori trasparenti e tappeti mobili che permettono di risalire in cima e iniziare un’altra discesa cittadina.

Ma non solo sci: l’impianto, attivo 24 ore su 24 (a dire il vero, uno dei pochi a Copenhagen, città dall’impostazione ancora fortemente nordica, con la maggior parte dei locali diurni che chiude alle 16/17 e di quelli serali che chiude alle 22), dispone anche di un bar sul tetto con vista porto, una palestra crossfit, una parete da arrampicata da record (85 metri, tra le più alte al mondo), nonché un punto panoramico per fare delle splendide foto, o per scendere dalla struttura percorrendo il sentiero di 490 metri, dove volendo è possibile fare qualche picnic. Ancora, ci sono degli spazi destinati alla ricerca universitaria, altri per tour educativi e conferenze, mentre il parcheggio d’inverno viene convertito a pista da pattinaggio.

Il tutto, in una struttura multifunzionale e naturalmente efficiente a livello energetico, come l’inceneritore su cui sorge: l’architettura, molto particolare, è fatta di pannelli di alluminio e vetro, mentre i 10 mila mq di tetto assorbono il calore filtrando gli inquinanti e riducendo il deflusso di acqua piovana. Dopo aver appreso tutte queste caratteristiche, non dovrebbe il fatto che Ford ha scelto l’inceneritore di Copenhagen e CopenHill come location per lo spot pubblicitario della sua Ford Puma, il crossover dall’enorme successo che è divenuto il più venduto in Italia! Ecco, quindi, una nuova cosa da fare a Copenhagen che si aggiunge alla lista di quelle già elencate nella guida ufficiale.

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