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I “russ” e la festa tradizionale degli studenti norvegesi

La maggior parte dei norvegesi ad un certo punto della loro vita sono stati russ. Cosa significa?

La fine della scuola è un momento importante che viene celebrato in molti paesi con tradizioni locali, ad esempio negli Stati Uniti gli studenti del senior year c’è la famosa cerimonia di graduation con le casacche e il cappello, mentre in Italia alcuni festeggiano i 100 giorni prima dell’esame di maturità.

In Norvegia c’è una celebrazione unica al mondo che dura per diverse settimane prima degli esami. I russ sono proprio gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori che partecipano a questa tradizione, che prende quindi il nome di Russefiering (letteralmente celebrazione dei russ in norvegese)

Chi è un russ e come riconoscerlo?

I russ sono gli studenti dell’ultimo anno del videregående skole, gli ultimi tre anni della scuola norvegese, l’equivalente del liceo italiano. Vengono chiamati così gli studenti che partecipano alle celebrazioni dell’ultimo semestre in una sorta di festa continua.

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Sono riconoscibili dal tradizionale abbigliamento, infatti indossano sempre una uniforme colorata, che potrebbe ricordare la tuta di un meccanico o una salopette da pescatore. La maggior parte degli studenti però indossa solo i pantaloni, che vanno indossati sempre ogni volta che si esce per tutto il periodo del russ (Russetiden in norvegese) e soprattutto non vanno mai lavati. Chi non rispetta la tradizione e viene scoperto, è costretto a subire delle penitenze, ad esempio i suoi pantaloni vengono tagliati.

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Oltre ai pantaloni, il russeanntrekk (l’outfit del russ) prevede anche il Russelue, un cappello rosso tradizionale che in origine rappresentava l’ammissione all’università. Il suo utilizzo ora è sempre meno frequente, soprattutto nella zona di Oslo, in alternava vengono usate le russebånd (delle bandanas), e sono sempre più diffuse anche felpe, adesivi e altri gadget, spesso personalizzati con il logo della propria scuola o del proprio gruppo, che creano così un vero e proprio merchandise del Russegruppe.

L’origine dei Russ

Il moderno Russefiering nasce all’inizio del Novecento. Nel 1904 alcuni studenti dalla Germania vengono in visita in Norvegia, indossando dei cappelli rossi. Prendendo spunto da loro, l’anno successivo anche gli studenti norvegesi iniziano a indossare questo cappello, alla fine dell’anno scolastico, per indicare simbolicamente l’essere stati ammessi all’università. Da quel momento inizia la tradizione e dal cappello rosso, in norvegese Russelue, prendono il nome i Russ.

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Nel 1916 alcune prestigiose scuole superiori, per separare gli studenti di economia dagli altri con un diploma comune, introducono il cappello blu. Dalla festa di diploma poi la celebrazione si è estesa alle settimine precedenti e così, accanto al cappello riservato al giorno finale, è stata introdotta la tuta da indossare per tutta la celebrazione.

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Negli anni successivi vengono ammessi alla celebrazione anche gli studenti delle scuole professionali, aggiungendo il colore nero come rappresentativo del loro abbigliamento. Esistono poi anche i russ di colore verde che sono gli studenti dei corsi agricoli, di colore bianco per gli studenti di corsi sportivi o professioni sanitarie. In alcune regioni, come a Stavanger, il colore non rappresenta l’indirizzo, ma l’istituto o il russ di appartenenza del preside.

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Oggi ormai il Russefiering è diventata una celebrazione generale della fine delle scuole superiori, la videregående skole, e i colori hanno perso il significato originario, soprattutto nell’area di Oslo, così ogni studente può scegliere quello che preferisce.

Quando si festeggia

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Non si sa precisamente quanto duri questa celebrazione, sicuramente dura più di ogni altra festa di fine anno al mondo. Secondo la tradizione il Russefiering inizia il 1° maggio, ma gli adolescenti iniziano a far festa molto prima, addirittura c’è chi inizia a organizzare il russ con anni di anticipo, come ad esempio avviene nella prima stagione di Skam.

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La conclusione invece è il 17 maggio, la festa nazionale della Costituzione norvegese, in cui i russ sfilano in parata per le vie di ogni città, a piedi oppure con i tradizionali carri e bus.

Il Russebuss

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Foto di Cammillablog

Una delle tradizioni più importanti (e costose) è il bus (russebuss) o il van (russebil) che gruppi di ragazzi comprano per festeggiare. All’interno di questi veicoli vengono aggiunti potenti speaker, luci e tutto ciò che serve per un party. Ovviamente non mancano le personalizzazioni, soprattutto sulla carrozzeria su cui viene spesso rappresentato il logo del gruppo di studenti.

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Si organizzano in gruppi di circa 15-25 studenti perchè comprare e allestire i russebuss può avere un costo molto elevato. Un russebuss medio si aggira intorno ai 100 mila euro, ma può arrivare fino a 300 mila euro. Anche per questo motivo, sempre più studenti scelgono di non spendere tanti soldi per un periodo così breve, così preferiscono essere invitati (o pagare) per andare alle feste organizzati da altri e poi partecipare alla parata a piedi o in bici.

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Infatti i proprietari dei bus solitamente invitano a festeggiare anche altri studenti e amici, alcune di queste feste sono particolarmente esclusive e i teenager fanno di tutto per riuscire ad essere invitati. I party servono anche per raccogliere fondi per poter finanziare le celebrazioni. Inoltre, non è strano che in alcune occasioni vengano invitati a festeggiare anche i genitori dei russ.

Party, musica e festival

Ma cosa si fa ad una festa dei russ? Tradizionalmente esistono alcune prove che gli studenti devono fare per accumulare dei riconoscimenti, i Russeknuter. La lista degli obiettivi viene pubblicata ogni anno dal 1940 dai comitati del russ all’interno delle scuole e le varie prove possono andare da sciocchezze e goliardia a beneficienza e gesti di valenza sociale.

 

Un’altra componente fondamentale dei party dei russ, oltre al grande consumo di alcol, è la musica elettronica, con ritmi molto alti, testi espliciti e una contaminazione con l’hiphop. Questo è un genere musicale vero e proprio, la Russemusikk, e ogni anno vengono rilasciate delle canzoni appositamente per la stagione dei russ. Artisti simbolo di questo genere sono ad esempio El Papi e Tix, vera icona dei russ, che tra l’altro è anche co-autore della hit di Ava MaxSweet but psycho”.

Inoltre ogni anno durante il Russefiering vengono organizzati diversi festival, in cui si esibiscono artisti, produttori e dj della russemusikk.

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