Bandiere Scandinave

Le bandiere scandinave: origini, colori, significati di una regione molto unita

Che la Scandinavia sia una Regione molto unita a livello culturale e linguistico – in questo caso, ad eccezione della Finlandia – è percepibile guardando solamente le loro bandiere: colori diversi, stesso simbolo. Tutte le bandiere scandinave, infatti, sono identiche nella forma, adottano cioè la cosiddetta “croce nordica” o croce scandinava. Ma da dove deriva questa scelta? E che cosa significano i diversi colori? Andiamo a conoscerle tutte!

Dannebrog: la bandiera danese è la “madre” di tutte le bandiere

Qualcuno potrebbe pensare che manchi un “nordiche” nel titolo di questo paragrafo. Ma no, la bandiera nazionale della Danimarca, nota come Dannebrog (“Panno danese”, in danese arcaico), è a tutti gli effetti la bandiera nazionale usata ininterrottamente da uno stato più antica del mondo. Da lei, infatti, sono derivate tutte le altre bandiere scandinave attualmente in uso. E che è anche una sorta di paradosso in rapporto alla popolazione odierna.

Bandiere Scandinave

La bandiera danese, infatti, è stata la prima ad adottare la tipica croce scandinava, ovvero una croce personalizzata dai danesi – e poi da tutti gli altri scandinavi – e che ha il braccio verticale spostato a sinistra, più vicino al braccio che regge la bandiera. L’origine è medievale, al tempo delle crociate del nord. Mentre il Papato e il resto d’Italia, supportati dai Re di Francia e dagli aragonesi, infuriavano nel Mediterraneo per cercare di riconquistare la Terra Santa caduta in mano ai turchi, le popolazioni del Nord Europa, cristianizzate da pochissimo, dovevano fare i conti con un altissimo tasso di paganesimo ancora vigente, soprattutto nella zona dei paesi Baltici.

Gli storici fanno risalire, quindi, le bandiere scandinave ai crociati nordici, che appunto l’avevano personalizzata. Ma la leggenda, come al solito, vuole essere più affascinante e ricca di dettagli. Pare che la bandiera danese sia addirittura di origine divina: Re Valdemaro II di Danimarca “il Conquistatore”, capo dei crociati, durante la battaglia di Lyndanisse (dove oggi sorge Tallinn, capitale dell’Estonia) ebbe la visione di una croce bianca nel cielo, interpretata dal monarca come segno che doveva attaccare gli Estoni. La bandiera, in effetti, è una croce bianca su sfondo rosso, che rappresenta il sangue versato dai crociati danesi nella battaglia appena citata.

Dicevo paradossale, perché per quanto il Cristianesimo luterano sia ancora oggi Religione ufficiale di Stato, la popolazione che si dichiara atea è superiore a quella dichiaratamente cristiana. Ciononostante, i danesi sono molto affezionati alla loro Dannebrog, che espongono continuamente ovunque, dalle vie alle case, fino anche alle torte e ai dolci per le feste di compleanno e altre festività!

Sveriges flagga: la bandiera nazionale svedese

La bandiera danese, quindi, ha dato origine a tutte le altre. La prima a nascere fu la bandiera nazionale di Svezia, realizzata nel 1569 appena dopo l’indipendenza della Svezia dalla Danimarca – che pose fine all’Unione di Kalmar – ma in uso ufficiale dal 1663, in seguito a una legge che ne definì la forma. L’uso di questa bandiera non è continuativo, in quanto nel XX secolo e fino al 1906 fu sostituita dalla bandiera del Regno di Svezia-Norvegia, quando il vicino scandinavo fu sottratto dalla Danimarca.

Bandiere Scandinave

Ad ogni modo, l’ispirazione è palesemente danese anche se con alcune modifiche. Innanzitutto, rispetto alla Dannebrog la bandiera di Svezia è più larga e più bassa, mentre la croce nordica è più spessa. I colori sono giallo e azzurro, gli stessi delle tre corone (lo stemma minore della Svezia) e rappresentativi del sole e del mare, due elementi molto importanti in Svezia. La bandiera fu voluta dal ducsa Giovanni di Finlandia, figlio di quel celebre e ancora amatissimo Re Gustav Vasa che rese la Svezia, martoriata dall’Unione di Kalmar, una potenza di livello europeo. Ovvero, fu autore di quel glorioso Seicento sfortunatamente interrotto dalle ingenti sconfitte subite durante la Guerra dei Trent’Anni.

Anche in Svezia la bandiera è molto sentita, al punto che ci sono i flaggdagar, ovvero i giorni della bandiera. Sono i giorni in cui la gente comune, grazie a un regio decreto, può liberamente usare la bandiera:

  • Capodanno
  • Onomastici del Re e della Regina e dell’erede al trono (in questo caso 28 Gennaio, onomastico di Re Carlo XVI Gustavo; e 8 agosto, onomastico della Regina Silvia; 12 marzo, onomastico della Principessa ereditaria Victoria).
  • Compleanni di Re, Regina ed erede al trono (30 Aprile; 23 Dicembre; 17 Luglio)
  • Pasqua
  • Pentecoste
  • 1° Maggio – festa del Lavoro
  • 6 Giugno, festa nazionale
  • Midsommardagen, il celebre giorno di mezza estate molto sentito in Svezia ma festeggiato anche in Danimarca, Norvegia e Finlandia.
  • 24 Ottobre, giorno delle Nazioni Unite.
  • 6 Novembre, giornata di Gustavo II Adolfo di Svezia
  • 10 Dicembre, giorno del Nobel
  • Natale

Bandiere scandinave ancora più imparentate: Norvegia, Islanda e Føroyar

Se già le bandiere scandinave sono molto imparentate tra di loro, quelle moderne, ovvero quelle di Norvegia, Islanda e Føroyar (Fær Øer) sono a loro volta molto vicine. Tra le 3, la più antica è quella norvegese, la prima bandiera scandinava a 3 colori (quella danese, dell’Unione di Kalmar e quella svedese sono bicromatiche). Infatti, pur essendo legata a quella danese nel rosso che fa da sfondo, e nel bianco della croce più larga, la bandiera della Norvegia prende ispirazione da quelle di Francia, Stati Uniti e Regno Unito (infatti i colori sono gli stessi) come simbolo di indipendenza e libertà.

Bandiere Scandinave

Si diceva che rosso e bianco richiamano la Dannebrog, bandiera che per secoli è stata in uso anche in Norvegia. Il lungo paese scandinavo, infatti, proprio a causa di questa unione durata oltre 500 anni ha subito una forte influenza culturale dalla Danimarca, e del resto lo stesso norvegese, soprattutto scritto, è influenzato dal danese. Il blu, comunque, indica anche il legame con la Svezia, con la quale la Norvegia – dopo un anno di indipendenza dalla Danimarca nel 1814-1815 – è stata legata fino alla definitiva indipendenza del 1905.

L’Islanda, invece, deve la sua stessa esistenza alla Norvegia. Se i vichinghi e normanni danesi si stanziarono in Inghilterra, Francia ed Europa Meridionale, e i Variaghi Svedesi a Est, in Ucraina e Russia, furono quelli norvegesi a solcare i mari arrivando fino in Islanda e Groenlandia, colonie della Norvegia e dal Duecento della Danimarca. La stessa lingua islandese, quindi, è il norvegese antico importato lì in seguito alla colonizzazione. La bandiera, chiamata Íslenski Fáninn, ha gli stessi identici colori della Norvegia, ma invertiti: lo sfondo è blu, mentre l’interno della croce è rosso. La croce bianca richiama, invece, la Danimarca, con cui l’isola nordatlantica è stata legata fino al 1944.

Anche la Merkið, la bandiera dell’arcipelago danese delle Føroyar porta gli stessi colori della Norvegia, ma secondo un terzo e ultimo mix: lo sfondo è bianco, la croce larga è blu e la croce interna rossa. Il bianco e il rosso invertiti richiamano la Danimarca, Regno di cui l’arcipelago delle Føroyar fa ancora parte, ma la combinazione della bandiera, che risale al 1919, è un richiamo alla Norvegia, che prima dell’Islanda colonizzò anche il minuscolo arcipelago oggi danese. Il bianco, comunque, indica anche le creste delle onde, mentre rosso e blu sono i colori dei cappelli tradizionali dei faroesi.

La bandiera della Finlandia

Anche la bandiera finlandese adotta la croce nordica, ma questa volta l’ispirazione non è danese, ma svedese. La Finlandia è stata per tantissimi secoli un dominio svedese, e fu danese solo durante l’Unione di Kalmar senza che però i Re danesi ci mettessero mai piede. Quando la Svezia ottenne l’indipendenza, la Finlandia se ne andò con lei. Ciò si vede nelle proporzioni della bandiera finlandese: come quella svedese, è più bassa e larga di quella danese, e la croce è più spessa.

Cambiano, invece, i colori. La Siniristilippu (nome originale della bandiera) ha sfondo bianco e croce blu, colori che indicano il bianco dei ghiacci e delle nevi perenni della Repubblica, e il blu del mare e dei tantissimi laghi sparsi su tutto il territorio finlandese.

Le altre bandiere scandinave

Oltre alle bandiere nazionali – con l’eccezione delle Føroyar – ci sono altre bandiere con croce nordica, legate a regioni con una forte indipendenza culturale o in alcuni casi anche istituzionale. Per esempio la bandiera delle isole Åland, arcipelago autonomo parte della Finlandia ma storicamente e culturalmente legata alla Svezia, di cui la bandiera riprende i colori, con l’aggiunta di una croce rossa interna a quella gialla che richiama lo stemma della Finlandia.

Altra bandiera da segnalare è quella della regione della Skåne (Scania in italiano), nella Svezia meridionale. La bandiera è infatti un mix di quelle danese e svedese. Il rosso della base richiama la Danimarca, paese a cui la regione è culturalmente legato e del quale per secoli ha fatto parte, mentre la croce gialla richiama la Svezia.

Bandiere con croce nordica sono presenti anche in Francia (Normandia) e Regno Unito (Isole Orcadi), a simboleggiare l’apprezzamento e la diffusione culturale che gli scandinavi hanno avuto in passato e hanno tuttora.

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