11 cose da vedere a Oslo, la capitale della Norvegia

Oslo è la ultramoderna capitale della Norvegia, di cui ha seguito naturalmente il destino e la storia. Paese povero fino agli anni Settanta, negli ultimi 50 anni grazie alla scoperta di un grosso giacimento di petrolio la Norvegia è divenuta una delle nazioni più ricche del mondo, superando in ricchezza le sue ex colonizzatrici scandinave, la Danimarca e la Svezia.

Oslo

Anche la sua Capitale, Oslo (Kristiania fino al XX secolo), mostra la grande povertà e colonizzazione del passato, con pochi ma interessanti elementi architettonici, mentre la sua vocazione moderna si vede tutta in splendide opere architettoniche contemporanee che mettono in luce il moderno stile scandinavo. Insomma, Oslo ancor più di Copenhagen, e decisamente di più di Stoccolma, si nota per la convivenza tra opere storiche e opere ultramoderne.

Come tutte le Capitali Scandinave, anche Oslo è una città abbastanza piccola, a passo d’uomo e quindi si può percorrere tutta a piedi o in bicicletta, anche se comunque è presente una rete metropolitana piuttosto complessa. Ma Oslo è anche la città emblema della Norvegia moderna per la sua commistione di culture ed etnie diverse, nonché per la sua posizione su un tipico fiordo norvegese, l’Oslofjord.

Inoltre, appena fuori dalla città ci si immerge in una vasta landa di natura incontaminata, dove potersi godere altri fiordi della Norvegia meridionale, o lunghe passeggiate in mezzo ai boschi e al silenzio. Diversi sono i primati della capitale Norvegese: nel 2003 godeva già del titolo di Città più sostenibile in Europa; nel 2007 il Reader’s Digest la collocò tra le prime città più verdi e più vivibili nel mondo; mentre nel 2019 ha ottenuto anche lei – dopo Stoccolma nel 2010, e Copenhagen nel 2014 – il titolo di Capitale Verde d’Europa agli European Green Capital Award.

Come già per Copenhagen e Stoccolma, in questa guida sono presenti solo architetture civili e religiose, da ammirare camminando per la città (e ovviamente visitabili). Per i musei, invece, dedicheremo un articolo specifico. La oss begynne!

CREDITS Fotografie: @rixasala

1. Karl Johans Gate, la via principale di Oslo

Iniziamo dalla parte più storica di Oslo, che per i motivi prima specificati è quella più piccola. Sia sotto la Danimarca, sia sotto la Svezia, anche se i nomi uffciali dei reami erano Danimarca-Norvegia e poi Svezia-Norvegia, il paese nordico era una provincia al pari delle altre, nella quale il Sovrano metteva piede molto poco spesso. Anche Oslo, quindi, era una piccola e semplice città di provincia, di dimensioni tra l’altro molto piccole e scarsamente popolata. Comunque, questo non significa che la parte storica sia insignificante.

La Karl Johans Gate (Porta di Karl Johans) è tuttora la strada principale della città, che porta direttamente al Palazzo Reale di Oslo, Residenza ufficiale dei Monarchi di Norvegia, e alla Stazione ferroviaria principale della città. Si chiama così in onore del Re Carlo III Giovanni (Carlo XIV Giovanni di Svezia), sostanzialmente l’unico sovrano colonizzatore interessato a Oslo e a migliorarne le condizioni. Si tratta di un insieme di diverse strade antiche che costituivano le principali strade della Oslo antica, la cui sezione orientale fu voluta da quel Cristiano IV di Danimarca che del resto si impegnò a riprogettare anchela stessa di Copenhagen.

La Strada, lunga 1020 metri, comprende i principali palazzi della città, tra cui lo Stortinget (il Parlamento norvegese), il Teatro Nazionale, vecchi edifici dell’Università, e Egertorget, una delle piazze principali dove ci sono negozi e bar.

2. Det Kongelige Slott (Slottet): il Palazzo Reale dove risiede il Re di Norvegia

Come detto, Karl Kohans Gate porta direttamente al Palazzo Reale di Oslo, anch’esso voluto da Carlo III di Norvegia e che anche dopo l’indipendenza è rimasto Residenza ufficiale dei monarchi norvegesi. Si tratta del primo, vero palazzo reale norvegese, dal momento che i Re danesi non risiedevano a Oslo, e prima di Carlo III i Bernadotte – la dinastia reale svedese, tuttora esistente e in carica – risiedevano nel Paleet, un palazzo piccolo e certamente non fastoso che fu donato allo Stato e che oggi non esiste più.

Carlo III, quindi, commissionò un Palazzo Reale degno della sua dinastia all’architetto danese Hans Ditlev Franciscus Linstow, e il palazzo fu realizzato in stile neoclassico molto pulito (siamo pur sempre in Scandinavia!) e giallino (a segnare la provenienza svedese del committente) tra il 1824 e il 1849. Il Palazzo dispone di 137 stanze che, a discapito di un esterno molto semplice e spoglio, sono particolarmente ricche di arte barocca, rococò e neoclassica: in particolare, si segnalano la sala da ballo, la camera appartenuta a Re Haakon VII di Norvegia (primo Re di Norvegia) e la sala dei banchetti, mentre 50 sono destinate a personale reale.

Il palazzo, di cui maggiori informazioni si hanno sul sito ufficiale, è aperto al pubblico solamente in estate.

3. Akershus slott og festning: la fortezza medievale che ha resistito a ogni invasione

La fortezza di Akershus è forse l’edificio più antico di Oslo ancora in piedi, se consideriamo che la sua costruzione iniziò alla fine del XIII secolo su commissione di Haakon V di Norvegia, uno degli ultimi Re della Norvegia medievale indipendente. Attualmente ospita alcuni uffici del Ministero della Difesa, il Quartier Generale dello Stato Maggiore della Difesa, nonché il Museo delle Forze armate norvegesi e il Museo della Resistenza norvegese.

La sua posizione, sul lato orientale del porto – sul quale domina – gli ha permesso di compiere bene il compito di difendere la città dagli attacchi esterni, compito che ha ricoperto dal primo attacco nel 1308 ad opera di Erik di Södermanland fino alla fine della Seconda guerra mondiale, unica volta in cui i difensori si sono arresi senza combattere, nel 1940, durante l’Operazione Weserūbung: ovvero, l’invasione di Danimarca e Norvegia da parte dei tedeschi. Proprio i militari di Hitler uccisero nella fortezza molti membri della resistenza norvegese e, per questo, è qui che è stato istituito il museo della Resistenza. Qui fu anche ucciso Vidkun Quisling, il capo fantoccio che Hitler pose a capo della monarchia scandinava dopo la sua conquista, insieme ad altri 7 traditori filo-nazisti.

All’interno della fortezza sono sepolti diversi monarchi norvegesi: Sigurd I, Haakon V, Eufemia di Rügen, Haakon VII e la consorte Maud di Sassonia-Coburgo-Gotha e Olav V con la consorte, la principessa Marta di Svezia.

4. Oslo domkirke: la Cattedrale barocca 

La Oslo Domkirke, o Vår Frelsers kirke (Chiesa del Nostro Salvatore), è l’edificio religioso principale della città, nonché massima rappresentazione del barocco norvegese e scandinavo. Fu progettata dall’architetto Jørgen Wiggers e realizzata tra il 1694 e il 1697.

CREDITS: Flickr

Caratteristica per il suo monumentale ingresso che è anche la torre del campanile, per le sue linee sempre dritte e rigide, sobrie come l’architettura scandinava insegna, e per l’uso del mattone – altro elemento tipico dell’architettura nordica – la Cattedrale di Oslo è sede della diocesi di Oslo e della Chiesa di Norvegia.

5. Oslo rådhus: il municipio e il nobel per la pace

In mattone rosso, come insegna la tradizione dei municipi di Copenhagen e Stoccolma, ma più recente e massiccio di quelli delle “colleghe”, il Municipio di Oslo è la sede del Comune, nella quale lavorano 450 persone tra politici e dipendenti. È qui, inoltre, che avviene la consegna del Premio Nobel per la Pace, unico premio che viene celebrato a Oslo e non a Stoccolma, secondo il volere del fondatore del premio, le cui motivazioni restano tuttora ignote. La consegna del Nobel per la Pace, che avviene il 10 dicembre di ogni anno, è dal 1990 svolta nella hall principale, nella quale viene allestito un podio e aggiunti diversi addobbi. Alla cerimonia sono presenti tutta la Famiglia Reale Norvegese, il parlamento, il governo e il corpo diplomatico statale.

L’edificio fu progettato dagli architetti Arnstein Arneberg e Magnus Poulsson, e costruito tra il 1931 e il 1950, secondo lo stile e le regole del funzionalismo: un edificio che, quindi, debba rappresentare visivamente lo scopo per cui è stato costruito. All’interno del Municipio sono conservate opere di artisti norvegesi della prima metà del Novecento, mentre nell’ultimo piano della Torre Ovest sono presenti tre atelier concessi gratuitamente per massimo due anni ad artisti emergenti.

6. Nationaltheatret: il teatro di Ibsen

Sulla via Principale, dicevamo prima, è presente anche il Teatro Nazionale di Oslo, con il suo splendido e imponente stile neoclassico – con l’immancabile frontone dorato e le colonne, rigorosamente bianco – progettato dall’architetto Henrik Bull. Costruito tra il 1893 e il 1899, per la sua importanza e per la sua valenza architettonica dal 1983 è un bene culturale protetto. Inoltre, rappresenta il più grande teatro di prosa della Norvegia.

CREDITS: Flickr

Deve la sua grande notorietà internazionale alla rappresentazione di opere classiche, su tutte quelle del drammaturgo locale Henrik Ibsen (uno dei maggiori esponenti del Dramma Borghese ottocentesco). Tuttavia, insieme ai classici, il teatro ha saputo rinnovarsi e rimanere al passo coi tempi promuovendo anche il teatro contemporaneo. La statua di Ibsen, tra l’altro, si trova di fronte alla facciata principale, insieme a quella di Bjørnson.

7. Operahuset: la sede della Norwegian National Opera And Ballet

Con questo edificio, costruito tra il 2007 e il 2008 su progetto dell’architetto Snøhetta, entriamo nel vivo della Oslo moderna, con i suoi edifici puliti, sobri e rigorosamente bianchi, neri e a vetri. Il Teatro dell’Opera di Oslo, sede della Den Norske Opera & Ballet, è una vera meraviglia dell’architettura moderna, complice anche la splendida posizione. Il teatro, infatti,  si trova nel quartiere centrale di Bjøvrika, sulla punta del fiordo su cui sorge della città.

Un omaggio, tra l’altro, all’Italia, visto che la facciata è realizzata in marmo bianco di Carrara – mentre il resto dell’edificio è in granito. Il tetto scende fino al livello del suolo, e crea una sorta di grande piazza sulla quale le persone possono camminare e salire fino in cima, ammirando tutta la città.Una struttura la cui superficie totale è di 38.500 mq, con 1100 stanze. La platea principale contiene 1364 posti, a cui aggiungere altri due spazi per altri tipi di rappresentazione che ospitano 200 e 400 posti. Il palco principale è largo 16 metri e profondo. Attualmente rappresenta il più grande edificio culturale realizzato in Norvegia, e ha superato il secolare primato della trecentesca Nidarosdomen, la Cattedrale di Trondheim. Inoltre, è il teatro dell’opera più grande della Scandinavia.

8. Oslo Deichman: la nuova biblioteca pubblica

Rimaniamo a Bjørvika, dove è stata completata proprio quest’anno la nuova biblioteca. Modernissima e dinamica, grazie a un’architettura naturalmente rigida e squadrata posta però ad inclinazioni diverse e a lunghi listelli bianchi e in vetro, contiene una vasta collezione di libri di Deichman, un cinema, un ristorante, laboratori multimediali, zone di gioco e ambienti lounge.

Deichman Bjøvirka

Questa nuova biblioteca che, insieme a poche altre, è una delle più moderne del continente europeo, è stata progettata dallo studio Lund Hagem Architect insieme all’Atelier Oslo, ed è stata pensata per essere vista fin dal primo arrivo nella metropoli. Inoltre, ha più ingressi, mentre di sera cambia aspetto grazie a giochi di luci e colori collegati agli eventi che ospita. I raggi di luce che attraversano l’edificio collegano gli spazi interni alle strade esterne e alla Oslo operahuset.

9. Barcode: un complesso davvero bizzarro

Ancora a Bjørvika – che, come si è capito, è un po’ la Milano Porta Nuova di Oslo – si trova un complesso di 12 grattacieli di altezze e larghezze diverse molto particolare: il Barcode. Viene così chiamato perché tra i diversi edifici ci sono degli spazi vuoti che, insieme alle colorazioni a contrasto tra l’uno e l’altro, da lontano e dall’altro fanno sembrare tutto un enorme codice a barre.

Gli edifici, comunque, sono diversi tra di loro, hanno dei particolari molto interessanti, e alcuni sono anche piuttosto strani. Il concetto dietro l’architettura del Barcode è l’espressione di una certa vicinanza al fiordo (irregolarità dell’architettura), di accesso alla luce, di leggerezza. Il progetto del Barcode è stato disegnato dal MCRDV di Rotterdam e dalle norvegesi DARK Architects e A-Lab. I grattacieli sono multi-uso (alcuni sono anche residenziali, ma guai a vedere i prezzi!) e disegnati da diversi studi architettonici.

CREDITS Foto: Pixabay

10. Aker Brygge e Tjuvholmen: dal lungomare alle gallerie artistiche

Oslo, come abbiamo visto, offre diversi spazi dove potersi rilassare in passeggiate e ammirare il panorama. Uno di questi è Aker Brygge, il lungomare famoso per la presenza di ristorantini nei quali, d’estate, si può pranzare all’aperto. Oltre a loro ci sono anche negozietti alla moda dove rinnovare il guardaroba.

Tjuvholmen

Non distante da lì  si trova anche Tjuvholmen, che invece è un nuovo quartiere tutto dedicato all’arte: brulicante è, qui, la presenza di gallerie d’arte e installazioni. Anche qui, comunque, ci sono diversi bar e ristoranti, famosi per la loro qualità e per una posizione molto speciale.

11. Vigelandsanlegget: statue nel parco di Oslo

Concludiamo la guida – che non comprende tutto, ma attrazioni che coprono almeno 3 giorni in città – con il Parco di Vigeland, un parco a sua volta all’interno del Frognerparken e che è famoso perché ospita un’esposizione permanente di sculture, bassorilievi, opere in ferro realizzate dallo scultore norvegese Gustav Vigeland, dal quale prende il nome.

CREDITS: norway.lpsphoto.us

Con una superficie di 320 ettari, è perfetto per fare una passeggiata nel verde senza uscire dalla città e, al contempo, ammirare statue dal valore unico. Il parco si articola in 5 aree: cancello, ponte, fontana, terrazza del monolito e ruota della vita.

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