Askjell

Conosciamo Askjell, il promettente talento electro norvegese

La Norvegia negli ultimi anni sta tirando fuori un talento musicale dopo l’altro, e sembra voglia rincorrere l’ex madrepatria, la Svezia, per toglierle la corona di Regina della musica del Nord. Sigrid, Dagny, Tygo, Astrid S, AURORA, sono solamente alcuni dei nomi più importanti della scena musicale norvegese, ai quali recentemente si è aggiunto il nome di Askjell, nome di un produttore e autore il cui stile si sta già profilando a metà tra la musica sperimentale di Björk e la musica classica e sinfonica di Ólafur Arnalds.

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Quel poco che sappiamo di Askjell

Il nome Askjell non va confuso con quello ben più noto di Axwell, il dj svedese membro degli Swedish House Mafia che poco ha in comune, a livello stilistico, con il dj norvegese. Del giovane produttore sappiamo ancora veramente poco, se non che si chiama Askjell Solstrand e che è anche cantautore che vive a Bergen, ma è nato ad Aksøy, a nord est della seconda città della Norvegia per numero di abitanti.

La sua carriera musicale ha inizio nel 2014, e lui emerge come dj associato ad altre artiste emergenti nello stesso periodo sulla scena musicale: Sigrid, Iris e AURORA, l’artista con la quale mantiene le collaborazioni più importanti, e che è divenuta più nota nella scena internazionale, specialmente con i suoi ultimi album e con i singoli Animal ed Apple Tree. 

Il suo avvicinamento alla musica si deve al padre, che lo ha influenzato con la sua vasta collezione di dischi. Ascoltando la collezione del padre, ha potuto ascoltare e sperimentare un’enorme varietà di generi che lo hanno influenzato, soprattutto ska, dancehall, dubstep, raga e garage.

A dieci anni si fa regalare una tastiera Casio, per coltivare la sua passione e il suo desiderio di arrivare a comporre opere musicale; mentre nel frattempo si specializza in teoria musicale e composizione, esibendosi anche come cantante. Ha, infatti, cantato in una cover Band dei Metallica, e in un gruppo Indie; mentre da solo si è esibito con arrangiamenti fazz, classici ed elettronici. Un’esperienza molto eclettica, che lo ha visto circondarsi di diversi stili i quali lo hanno molto aiutato nel suo processo creativo, rendendolo uno dei giovani compositori più eclettici della Scandinavia. 

Le collaborazioni con AURORA e l’EP di debutto

Come detto, Askjell ha collaborato con diversi artisti norvegesi nel suo processo di affermazione musicale. La collaborazione con AURORA è quella che forse ha dato i frutti migliori, perché ha unito effettivamente due menti e due talenti esemplari. I due hanno lavorato al remix di The River, uno dei brani più celebri e apprezzati dell’ultimo album di AURORA; mentre la stessa cantante ha dato voce allo splendido brano, elettro e delicato, To Be Loved, che Askjell ha composto prima come sinfonia, e che AURORA ha arricchito senza rovinarlo.

To Be Loved fa parte di un omonimo EP uscito nello stesso anno, insieme ad un altro EP dalle sonorità meno elettroniche e più classiche chiamato Requiem. Requiem è anche il nome di un singolo uscito nel giugno del 2019, un pezzo solo musicale al pianoforte unito a un video musicale davvero ben fatto, che amplifica il senso di commozione e la delicatezza di quest’opera.

Askjell

Sulla stessa onda, e anzi ancora più oscuro e malinconico, è il singolo Autumn, Autumn, che descrive l’autunno, caldo nei colori, freddo nelle temperature, e il senso di malinconia di chi ha composto la musica. Noto per essere anche di poche parole, Askjell non ha molto da dire sulla sua musica, se non che vuole realizzare un suono piacevole, che possa provocare e suscitare delle emozioni in chi ascolta.

“È un po ‘pretenzioso dire cose come, questa canzone simboleggia l’oceano o qualsiasi altra cosa. È solo un suono, ma è bello, e ti fa sentire qualcosa.”

Askjell tra antico e moderno

Il motivo per cui Askjell si sta facendo sempre più strada sulla scena musicale è la sua originalità nell’unire sonorità classiche a sonorità elettro, più moderne, frutto di un’abilità incredibile al sintetizzatore. Abbiamo visto una cosa simile in Ólafur Arnalds, ma il compositore islandese mantiene comunque una via più classicheggiante, anche se non manca un certo sperimentalismo.

Askjell, invece, è capace di unire nello stesso brano queste due diverse sonorità, in modo talmente armonico da non fare accorgere lo spettatore dell’ “inganno”, e creando un prodotto artistico dal sapore al contempo di “antico” ma anche di nuovo e mai sentito.

Sappiamo che l’artista è al lavoro sul suo primo vero album. Le premesse sono davvero buone, e l’idea che Askjell ha voluto darci, con le anticipazioni di Requiem e To Be Loved, è che non si tratterà di un semplice album, ma di qualcosa di più complesso ed elaborato. E mentre aspettiamo, non ci resta che ascoltare e riascoltare gli ottimi lavori che ha già rilasciato.

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