Aarhus

10 cose da vedere ad Aarhus, la seconda città della Danimarca

Aarhus è la città più grande dello Jylland, o, per noi italiani, Jutland, la parte peninsulare della Danimarca. E, dopo Copenhagen, è la città più grande di tutta la Nazione. Rispetto all’ormai più cosmopolita Capitale, Aarhus, con quasi 300.000 abitanti, è più tipicamente danese, e include molte, se non tutte, le cose che le persone amano della Danimarca, la sua cultura e la sua storia.

Nota anche come Århus, secondo la più moderna grafia, il nome è l’unione delle parole ār, gentilivo di ā (“fiume” in danese antico, mentre in danese moderno è “å”) e “oss”, che in danese antico significava “foce”. Nel danese medievale, che era quindi ancora un dialetto norreno, il nome Arus o Áróss significava “delta fluviale”, significato che ha ancora oggi in islandese. 

Come la maggior parte delle città danesi, quindi, il suo nome è legato alla sua posizione geografica, in quanto la metropoli sorge sulla foce del fiume Århus Å. In latino, invece, era chiamata Harusa. Il nome odierno, invece, è usato a partire dal XV secolo.

Aarhus

Le fonti parlano di Aarhus a partire dal 951, primo anno di cui si hanno notizie del suo vescovado. In realtà, i Aarhus e i suoi dintorni sono ricchi di ritrovamenti archeologici, molti dei quali recenti, che hanno permesso di spostare la nascita della città dal VII secolo, all’inizio dell’epoca vichinga. Aarhus è quindi una delle città più antiche di tutta la Scandinavia.

Nel corso dei secoli, Aarhus divenne un’importante città commerciale, grazie alla sua posizione riparata sul Kattegat – il punto del Baltico che divide Svezia e Danimarca – che l’ha sempre resa un punto focale per gli scambi commerciali tra lo Jutland e l’arcipelago danese, nonché un grosso scalo per le linee che uniscono Germania, Scandinavia e Paesi Baltici. 

Non è sempre stata una città grande, però: infatti, lo sviluppo demografico è stato molto rapido e molto recente. Prima di lei, le città più grandi dello Jutland erano Aalborg (tutt’ora quarta città del Paese) e Randers (60.000 abitanti oggi).

Attualmente, Aarhus è il principale porto della Danimarca, porto nel quale è possibile anche nuotare visto il sistema che rende le acque danesi limpide e pulite. Ad Aarhus ha sede la Ceres, uno dei birrifici più noti e apprezzati al mondo; il primo e storico negozio di Jysk (“Jutlandese”), una catena che vende mobili e articoli per la casa. E, in generale, Aarhus è centro di aziende petrolchimiche, meccaniche e dell’industria navale danese. Inoltre, è presente l’Università di Aarhus, una delle più importanti della Scandinavia. Due sono gli aeroporti che servono la città: l’Aeroporto di Aarhus, che si trova 40 km a nord-est; e quello di Billund, a 95 km a sud-ovest. 

Una città ricca, divisa da un centro storico tra i meglio conservati della Scandinavia, un’imponente cattedrale, e architetture moderne come l’Isbjerget. Andiamo a scoprire che cosa ha da offrire la seconda metropoli danese.

1. Aarhus Gamle By

La “Città Vecchia”, nonché un vero e proprio museo a cielo aperto. Den Gamle By è un grande e labirintico sito, con 75 edifici storici e un bel cast di rievocato. Abbiamo visto, per esempio parlando di Reykjavík, che gli scandinavi vanno matti per queste rievocazioni storiche. 

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Al di là di quanto loro ne vadano fieri, Den Gamle By è un ottimo modo per scoprire la storia della Danimarca in quanto è una lezione visiva di storia, che catapulta il visitatore nella società danese dal 1700 al 1900, con possibilità di interagire il più possibile con il periodo. 

Nell’area del XIX secolo è possibile vedere la vita ai tempi di Hans Christian Andersen, e assaggiare dolci e altre ricette tipici del periodo. Gli anni più recenti, invece, riguardano gli anni Settanta: divertitevi a incontrare gli hippie e ascoltare musica piuttosto bizzarra.

2. La Cattedrale di Aarhus (Aarhus Domkirke)

Nota come la Cattedrale di San Clemente, è stata costruita del XIII secolo ed è una delle Chiese più grandi, se non la più grande, di tutta la Danimarca. 

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Il suo valore storico-artistico è molto importante: non solo perché è in perfetto stile scandinavo, ma anche perché al suo interno contiene degli affreschi che sono ancora visibili, ovvero sono sopravvissuti alla riforma protestante che – com’è noto – impose di cancellarli tutti in favore di una maggiore austerità.

Inizialmente in stile romanico, dal 400 è stata aggiornata con l’architettura gotica, aspetto che mantiene tutt’ora. È lunga 93 metri e alta 96. Gli affreschi di cui si parlava sono molto particolari, perché raffigurano una innumerevole varietà di santi. Naturalmente, proprio a causa della cancellazione degli affreschi, quello che vediamo oggi è solo una piccolissima parte.

3. Aarhus Latinerkvarteret

La parte più antica di tutta la città – sopravvissuta, s’intende. Una zona costituita da vetrine, guglie, strade di sanpietrini e case graticcio, con le tipiche forme bizzarre e particolari delle case danesi, che si sviluppano tutte intorno a Pustervig Torv, la piazza più centrale.

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Il nome del Quartiere è molto recente – risale agli anni Novanta – e gli è stato conferito per le somiglianze con il Quartiere Latino di Parigi. La latinità, quindi, non c’entra nulla, soprattutto a livello architettonico. La planimetria attuale, infatti, risale addirittura al 1300. 

È uno dei quartieri più apprezzati sia da abitanti che da turisti, che di sera vengono a divertirsi in pub, bar, e locali, mentre di giorno possono trovare qualcosa di unico nei negozietti indipendenti, oppure a sorseggiare caffè, the o birra con gli amici.

4. Musikhuset

La “Casa della Musica”, traducendo dal danese. Con questo edificio, ci proiettiamo nella Danimarca moderna, visto che la sala concerti di Aarhus è uno degli edifici più importanti dell’architettura danese contemporanea.

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Progettato dq Kjær & Richeter e costruito nel 1982, questo splendido edificio è racchiuso da da ampi terreni con siepi di bosso, aiuole e fontane. Dentro, ci sono sei sale e nove parchi, che tutti gli anni permettono di avere un fittissimo calendario di spettacoli. L’edificio va visto anche se non si è appassionati di musica – e qui di musica ce n’è di tutti i tipi, dalla classica al pop al jazz – in quanto all’interno si è accolti da un grandissimo atrio. Inoltre, anche il bar interno è molto interessante.

5. Aarhus Botanisk Have

La botanica è una delle scienze più apprezzate in Danimarca, al punto che ogni città principale, da Copenhagen a Odense, ha il suo giardino. Aarhus non fa eccezione, e il suo Giardino Botanico (Botanisk Have) si trova appena a nord di Gamle By. 

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Tutte le serre sono state rinnovate da poco, ed è stata aggiunta anche una nuova area tropicale, con una struttura molto originale e innovativa, curva, che ospita una foresta fluviale e la simulazione dei suoi animali, per un’esperienza ancora più immersiva.

Il Giardino Botanico è diviso in 4 diverse zone climatiche, all’esterno delle quali si può passeggiare tra i tipici paesaggi della Danimarca, ovvero la faggeta e la brughiera. Ci sono anche grandi e spettacolari giardini di rose, la cui manutenzione viene fatta da volontari del luogo.

6. Moesgaard Museet

Un’importante attrazione, anche in questo caso per scoprire una Danimarca inedita, introvabile altrove. Infatti, questo museo ha sì collezioni provenienti da tutto il mondo, ma allestisce anche mostre sulla Vecchia Danimarca contenenti degli oggetti e dei manufatti che non si trovano da nessun’altra parte, nemmeno in altre città danesi.

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Per esempio, solo qui si può vedere l’Uomo di Grauballe, un corpo scoperto nel 1952 e risalente al III secolo a.C. L’uomo è talmente ben conservato, che gli archeologi e gli antropologi sono stati addirittura in grado di rilevarne le impronti digitali.  Insieme a lui, è presente anche un tesoro di armi tipiche dell’età del ferro, e che risalgono a più di 2000 anni fa. Sono state ritrovate nella valle del fiume Illerup Ådal.

Il museo stesso, comunque, è un’attrazione, con il suo design elegante design ecologico, il suo tetto interamente ricoperto di erba in grado di confondere il Moesgaard con la collina su cui sorge.

7. Dokk 1

Dokk 1 è un esempio di rivalorizzazione architettonica. Infatti, è stato aperto nel 2015 e ha rivitalizzato una parte del vecchio porto industriale della città, insieme ai complessi residenziali di Isbjerget. Il suo design è molto accattivante, e merita di essere visto anche solo da fuori. 

L’architettura vede un disco a sette lati, posto in maniera irregolare sopra un prisma di vetro, che ospita la Biblioteca di Aarhus. Al suo interno, si trova una bellissima scultura: una campana tubolare di tre tonnellate (la più grande del mondo) collegata al principale centro ospedaliero cittadino. Questa campana suona ogni volta che nasce un bambino. L’idea della scultura è dell’artista di Copenhagen Kristine Ropestorff.

8. ARoS Aarhus

È il principale museo d’arte della città, e uno dei più grandi  in Europa. Inoltre, grazie al suo panorama arcobaleno è uno dei punti di riferimento della città, in quanto questa coloratissima passerella, che riproduce tutto lo spettro della luce, offre una splendida, anzi la migliore vista della città.

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Ad ARoS ci sono nove spazi espositivi, contenenti opere danesi dall’età dell’oro fino al XIX secolo e che continuano fino ai giorni nostri. Ci sono anche mostre temporanee su design, architettura, film, arte illustrativa, arte concettuale e pittura. ARoS ha infatti ospitato artisti come Bill Viola, Frank Gehry, Wim Wenders e Olafur Eliasson.

9. Marselisborg Mindepark

Il palazzo di Marselisborg è il principale di Aarhus, e uno dei più belli di tutta la Danimarca, arricchito dallo splendido parco che lo circonda. Il parco cambia continuamente, e quello che si può vedere dipende dalla presenza o meno di Sua Maestà la Regina Margherita II di Danimarca.

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Il parco, in stile inglese, ha un aspetto sciolto e fluente di una campagna, con sentieri che si dividono tra boschetti e ciliegi, e risalgono le dolci alture tra il palazzo e la baia. Vicino al palazzo c’è anche un piccolo parco commemorativo della Prima Guerra Mondiale, con un monumento del 1925 che ricorda i 4.144 soldati di Aarhus e dintorni che sono morti combattendo contro la Germania.

10. Il museo dell’Ospedale Psichiatrico Risskov

Questo museo non è sicuramente per tutti, perché riguarda il trattamento psichiatrico. È sito all’interno dell’Ospedale Psichiatrico Risskov, edificato intorno alla metà del XIX secolo. All’interno si trova la collezione d’arte creata dai pazienti dell’istituto negli anni: 12.000 pezzi, di cui il museo ne espone 850.

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Al piano superiore, invece, si trova la storia delle cure psichiatriche, e i progressi della psichiatria nell’ultimo secolo e mezzo. Sono illustrate la terapia d’urto e la lobotomia, e le immagini sono particolarmente forti: non andateci, se siete particolarmente sensibili!

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