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Young Royals: la serie sul giovane principe svedese

Nobiltà, classismo e scandalo sono solo alcuni degli ingredienti di Young Royals, un’altra serie svedese prodotta da Netflix dopo il successo di Quicksand e Love & Anarchy. Dal trailer sembrerebbe l’ennesimo teen drama che prende un po’ da Gossip Girl e un po’ dalla spagnola Elite, quando in realtà è una serie molto differente.

Young Royals affronta diverse tematiche che, soprattutto grazie alla naturalezza dei personaggi e dei dialoghi, vengono rappresentate in modo intimo, concreto e realistico da un cast spesso vicino ai personaggi interpretati.

La serie nasce anche da un team creativo tutto al femminile: la creatrice è Lisa Ambjörn, che ha firmato la sceneggiatura con Pia Gradvall, mentre alla regia si alternano Rojda Sekersöz e Erika Calmeyer. Ogni membro del gruppo e del cast che ha lavorato al progetto, inoltre, è a suo modo legato al mondo LGBTQIA+.

La prima stagione è stata pubblicata a inizio luglio 2021 e ha riscosso un grandissimo successo in Svezia, raggiungendo poi la top 10 dei contenuti più visti sulla piattaforma in Europa e nel mondo. Notevole il seguito in Sudamerica, probabilmente anche per la presenza nel cast di attori di origine latina che ha reso naturale per i personaggi avere alcuni dialoghi in spagnolo.

La trama 

Il protagonista della serie è Wilhelm, il secondogenito della Regina di Svezia. Dopo l’ennesima rissa in un locale che provoca scandalo nell’opinione pubblica, viene mandato dai genitori nel prestigioso collegio Hillerska. È una scuola d’élite che dovrebbe servire a riportare il principe sulla retta via e soprattutto a tenerlo lontano dai guai e dai riflettori.

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Tra figli di nobili e di ricchi imprenditori svedesi, nella nuova scuola il principe fatica a integrarsi anche sotto la protezione e la guida di August, suo cugino di secondo grado, che viene raccomandato a Wilhelm dal fratello maggiore Erik, suo vero e unico punto di riferimento.

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Le cose cambiano, però, quando Wilhelm sente cantare e incontra Simon, un ragazzo di origine popolare che da poco frequenta la scuola con la sorella Sara. Dall’intesa tra i due ragazzi inizia a nascere una storia d’amore.

Il successo

La trama non è certo qualcosa di mai sentito, chiedete anche ai fan del libro “Rosso, Bianco & Sangue Blue”, ciò che però distingue Young Royals è il come viene raccontata e come cerca di far riflettere sulle classi sociali, fino quasi a mettere in discussione la monarchia stessa.


La cura nella scrittura e nella messa in scena permette di rappresentare situazioni concrete e persone realistiche, in cui è facile immedesimarsi anche se non si è andati in una scuola d’élite e soprattutto non si nobili.

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Tra i punti di forza sicuramente anche il cast, che rappresenta molte diversità, dalla pelle alle origini sudamericane, dall’apparenza fisica fino all’ADHD.

Tra l’altro un gruppo di attori che è anche coetaneo ai personaggi, evitando così quello sfasamento tra l’età che i personaggi dovrebbero avere e quella che dimostrano gli attori.

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Nel cast spicca Edvin Ryding, con alle spalle già diversi ruoli e che interpreta (spesso improvvisando) il principe Wilhelm. Accanto a lui c’è Omar Rudberg, cantante ed ex membro della boyband svedese FO&O, che invece esordisce come attore in Young Royals nei panni di Simon, di fatto co-protagonista della serie.

Proprio la storia e le caratteristiche di Omar donano a Simon un’origine sudamericana e rendono più autentico il suo talento musicale, con le canzoni della colonna sonora che diventano parte integrante della trama.

Da non sottovalutare, però, il ruolo e il talento di Malte Gårdinger, Frida Argento e Nikita Uggla, che rappresentano con grande bravura rispettivamente August, Sara e Felice, ognuno con la sua storia da raccontare e che inevitabilmente influenza quella di tutti gli altri.

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Per la realisticità dei personaggi, i tempi dei dialoghi e le tematiche raccontate, oltre che ovviamente per l’ambientazione scandinava, molti hanno trovato punti di contatto e vibes simili a Skam, altro popolare teen drama scandinavo che qualche anno fa è esploso come fenomeno internazionale.

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I giovani adulti di Young Royals

Young Royals è un teen drama in cui però gli adolescenti non vendono rappresentati come confusi, immaturi, alla ricerca della propria identità o, visto uno dei temi principali, alla scoperta della propria sessualità, ma anzi tutto il contrario. I cinque personaggi principali sono molto sicuri, sanno chi sono e cosa vogliono. Ciò che fa entrare in crisi il loro mondo sono gli adulti.

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La pressione, il dover essere responsabili forse prima del tempo, lo stress a cui sono sottoposti per dover essere all’altezza del nome di famiglia o di certi standard imposti da altri, dai genitori, dalla classe sociale e dalla società intera. Le difficoltà sono quindi gli effetti della società ereditata dagli adulti.

Adulti che poi in realtà sono per lo più assenti dalla serie, appaiono in poche occasioni e quando ci sono non portano quasi mai esempi positivi.

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Lo stesso Wilhelm lo ripete più volte negli episodi, vorrebbe solo una vita come tutti gli altri ed appare anche tranquillo nel vivere la propria sessualità, ma questo si scontra con ciò che gli viene richiesto dal suo ruolo nella famiglia reale, ciò che gli è permesso e soprattutto ciò che non gli è permesso fare per rispettare protocolli, convenevoli, responsabilità e soprattutto l’immagine pubblica.

Questo è ciò che lo manda in crisi, trovandosi spesso solo a dover gestire la propria ansia e gli attacchi di panico. Emblematico il ruolo della madre, che più che fargli da mamma rimane nel suo ruolo di regina e richiama il figlio alle proprie responsabilità.

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